Con il nome squalo o pescecane si indicano un numeroso gruppo di pesci predatori dallo scheletro cartilagineo, dalle forti mascelle e di dimensioni medio-grandi, appartenenti al superordine dei Selacimorfi (Condroitti Elasmobranchi).
Il loro corpo è affusolato, con testa appuntita e grande apertura di mascelle. Presentano 5 (in alcune specie 6 o più come gli Hexanchiformes) fessure branchiali ai lati della testa. Oltre all'appuntita e triangolare pinna dorsale, possiede un paio di pinne pettorali, un paio di pinne pelviche, una seconda pinna dorsale , una pinna anale ed una pinna caudale eterocerca epicerca (avente un lobo superiore più sviluppato dell'inferiore) dalla forma caratteristica.
La pelle degli squali è costituita da dentelli dermici, cioè scaglie placoidi, che presentano la medesima struttura di quelli che compongono i filari mandibolari. La particolare forma e la disposizione garantiscono al predatore marino una eccezionale idrodinamicità oltre che una efficace protezione verso parassiti.
La caratteristica dentatura dello squalo è pur'essa costituita da dentelli specializzati, ancorati mediante tessuto connettivo, che sottoposti a forte usura vengono costantemente sostituiti. L'arco dentario è infatti costituito da 3 o 4 file di denti che avanzano e si dispongono all'utilizzo via via che l'animale ne abbisogna.
Proprio la dentatura dello squalo ci racconta le sue abitudini alimentari, infatti la forma e la disposizione dei denti indicano quale preda visita più spesso le mandibole del predatore. Denti aguzzi e fitti, come quelli dello squalo Toro (Carcharias taurus), sono specializzati nella cattura di pesci di piccola dimensione; quelli tozzi e larghi sono idonei alla consumazione di crostacei coriacei, proprio come quelli che albergano nelle fauci dello squalo Tigre (Galeocerdo cuvier).
Attualmente si conoscono circa 500 specie di squali, che vanno dal piccolo squalo pigmeo e squalo sigaro, lunghi 20 centimetri al gigantesco squalo balena, un pesce filtratore lungo fino a 14 metri.
Una delle ultime caratteristiche dello squalo che si è scoperta è la sua sensibilità ai campi magnetici grazie ad alcuni recettori che si trovano collegati ai pori del muso. Il vero organo capace di questa caratteristica è il complesso formato dalle ampolle di Lorenzini. Il funzionamento è molto simile al labirinto che c'è nell'orecchio umano, in quanto alcune ciglia immerse in un gel vengono sollecitate da questa variazione di campo grazie all'azione di una pompa protonica e quindi suscettibili ad un gradiente elettrochimico. Da alcuni esperimenti fatti in mare aperto, si è visto che lo squalo utilizza tutti i sensi ma solo alcuni li attiva a distanze più prossime alla preda. Infatti se da lontano prevale l'odore e magari del sangue di una ferita, e logicamente la vista, da vicino se l'acqua si fa torbida e deve procedere alla cieca fa proprio affidamento a questo sistema che gli permette di serrare la mascella a colpo sicuro.